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In questo numero abbiamo guardato a compasso. Da piccolo andavo da un meccanico di biciclette era strabico, e sbirciavo lezioni di piccola manutenzione. Dicevamo di lui “Tinti strabìc, con n’oc’ al cura al pès con clàltar al guarda al gàt”. Cioè Tinti sembrava lavorare e guardarti nello stesso tempo, “curava il pesce e controllava che il gatto non lo mangiasse”. E’ con questo sguardo biforcuto che nasce questo 8, un numero che se lo giri fa da occhiale. Abbiamo messo un occhio in una direzione, un occhio ben disposto ma cauto, l’altro ne ha verificato la messa a fuoco. Una vista “a compasso” con un punto fermo - un luogo preciso da visitare - ma un area aperta da definire. Un occhio, la punta del compasso, si è ancorato ad Oriente, in Cina e Giappone. L’altro, quello di grafite, ha abbozzato quel difficile confine tra rivista e contenitore. Chihoi, Hok Tak Yeung, Yan Cong, sono gli autori di Honk Kong e Pechino che riproponiamo sulle nostre pagine. Yusaku Hanakuma (culto dell’underground), Yuichi Yokoyama (artista contemporaneo), Naoyuki Tsuji (autore per l’animazione) sono i disegnatori dal Giappone che presentiamo in questo 8. Canicola rivista compasso, con un occhio a Oriente e uno a casa nostra. 8 numero che se lo giri è infinito.

edo chieregato